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Dai profumi alle emozioni…

Potremmo parlare di “retroproiezioni olfattive” per indicare quelle sensazioni inconsce che proviamo quando entriamo in contatto con alcuni profumi che come per magia ci ricorda attimi vissuti in passato. A tutti sarà capitato di annusare un profumo e di rivivere inconsciamente una sensazione passata o di ricordare una persona in particolare.

Nella società moderna la percezione degli odori riveste un ruolo chiave e il profumo, legato al fascino dell’immateriale, dello spirituale, dell’effimero è diventato caratterizzante per l’individuo.

Il profumo deve gran parte del suo successo alle acquisizioni scientifiche degli ultimi tempi, da quando si è studiato a fondo il meccanismo della percezione olfattiva prendendo atto delle implicazioni nervose e comportamentali determinate dall’interazione di una molecola odorosa con i recettori olfattivi.

A partire dalla metà del secolo scorso Paolo Rovesti iniziò a sperimentare l’azione di diversi olii essenziali somministrati per diffusione ambientale, bagni, massaggi su pazienti volontari. Si intendeva dimostrare la possibilità di introdurre  nei volontari risposte emozionali precise attraverso l’utilizzo di diversi profumi. Sulla base di tali esperimenti, Rovesti suddivise gli olii essenziali a seconda degli effetti psichici dimostrati:

- calmanti : mughetto, rosa violetta, magnolia, tiglio

- stimolanti: gelsomino, chiodi di garofano

- sonniferi : arancio amaro, melissa, cipresso

- antisonno: limone, menta piperita, citronella, eucalipto

- stimolanti dell’appetito: basilico, chiodi di garofano, salvia

- antiemicrania: lavanda, eucalipto, arancio dolce

- antinausea: limone, menta, melissa, rosmarino, verbena.